Sono partita in quarta ad inizio anno, felicissima e gasatissima di avere il blog e la mia pagina instagram nuova, consapevole che sarebbe stato impegnativo e che sicuramente non avrei pubblicato quotidianamente. Ero decisa in ogni caso a provarci. Ahimè mi sono bloccata subito. E non per mancanza di idee, non per mancanza di tempo. Lo capisco solo ora, che dopo 4 mesi, ho preso consapevolezza del fatto che ciò che mi ha fermata è la paura. Paura di fare una figuraccia, paura del giudizio altrui e paura di sbagliare. Il tutto condito da una bella dose di eccessiva esigenza di perfezione che mi impongo.
Ogni settimana, per svariate settimane, mi sono seduta al mio tavolo per organizzare l’agenda e nei giorni liberi prevedevo sempre un’attività legata al blog e alla registrazione dei video per il mio percorso da Yoga Teacher, ma puntualmente ogni volta non rispettavo il mio calendario inventandomi scuse e rimandando: ho dato voce e spazio ai miei pensieri limitanti.
(Limiti e scuse che ho coltivato per troppo tempo e che mi porto dietro fin da quando ero bambina.)
Ho così deciso di ripartire da questa presa di consapevolezza e parlarne apertamente senza vergogna. Riparto dalle mie paure e dai miei pensieri limitanti per aiutarmi ad aprire un piccolissimo varco attraverso il quale spostarmi piano piano dalla zona di comfort e andare incontro ai miei sogni.
Mentre scrivo mi rendo conto che ciò che mi blocca di più non è la paura del giudizio altrui, bensì ciò che io stessa penso di me. Sono sempre stata molto severa con me stressa, pronta a criticarmi, a non vedermi mai abbastanza preparata, mai abbastanza brava, mai abbastanza bella. Mi dico “Ma dove vado? Chi mi credo di diventare? Chissà cosa penseranno gli altri? Non piacerà a nessuno.” E mi blocco.
Per settimane non ho concluso nulla, sentendomi ogni volta sempre più in colpa. Come benzina sul fuoco, andavo ad alimentare questo mood di autosabotaggio incredibile.
E’ proprio vero che dipende tutto da noi e dalla nostra mente; che è importantissimo scegliere i propri pensieri. La mente è pigra e incline alle scorciatoie, alle cose facili e tenderà sempre a raccontarci bugie pur di non farci faticare. Ma la mente è controllabile e possiamo invertire la rotta.
Il giudizio degli altri, quindi, non mi deve interessare: a qualcuno piacerò a qualcun altro no, amen, va bene così. Aspettare di riuscire a fare le cose in modo perfetto non mi porterà da nessuna parte, anzi. Se ora non sono dove mi ero prefissata ad inizio anno è perchè ho creduto in quelle vocine interne troppo esigenti, troppo giudicanti, che hanno fatto sì che il mio atteggiamento, le mie azioni e decisioni mi allontanassero dal raggiungimento dei miei obiettivi.
I primi passi sono sempre un po’ instabili, precari ma danno comunque il via ad una nuova fase, ad un cammino trasformativo. Vanno assaporati appieno, anche concedendo l’errore.
E se fallisco? Non fallisco così, fallisco se non faccio nulla.
Ma poi chi sentenzia il fallimento? Le cose non vanno fatte per raggiungere chissà quale riconoscimento da parte degli altri, non devo dimostrare nulla a nessuno, se non a me stessa. Ma io sotto sotto lo so già quanto valgo, so di essere forte, coraggiosa, brava. Voglio darmi l’occasione di vivere una vita piena, ricca, entusiasmante e sempre nuova, mai uguale (perchè se si fanno sempre le stesse cose, si otterranno sempre gli stessi risultati).
Voglio essere me stessa e fare ciò che mi fa stare bene e mi fa sorridere, tutto il resto è superfluo.
Due anni fa ho avuto la mia visione e mi sono impegnata tanto per realizzarla, non posso, non voglio mollare a pochi passi dal traguardo – che traguardo non è, ma segnerà l’inizio di un nuovo percorso.

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